I 100 Presepi a Piazza del Popolo

Scritto da il 1 dicembre 2012  //  Eventi  //  0 commenti

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Sale del Bramante (piazza de Popolo) Roma

 Tutti gli anni vengono esposti Presepi diversi provenienti da tutto il Mondo

I 100 Presepi è un prestigiosa rassegna di arte  presepiale nata nel 1976 per riaffermare l’arte del presepe, quella che è una tradizione  tipicamente italiana .

Con i 100 Presepi  si è voluto sottoporre  all’attenzione  di grandi e piccini, opere presepiali, realizzate con i più vari materiali, purché rispettose dei valori della pace e della fratellanza al fine di ripristinare nelle famiglie l’usanza del presepe costruito secondo un proprio progetto, in modo da riaffermare con la rappresentazione della Natività il modello familiare quale cardine insostituibile della società civile.

Ulteriore finalità quella di promuovere il Presepe per diffonderne sempre più la conoscenza all’estero, anche nei paesi professanti altre confessioni, attraverso i numerosi turisti stranieri che visitano la mostra nel periodo natalizio a Roma.

La vocazione internazionale della Mostra è parte testimoniata dall’esposizione di circa 200 presepi ogni anno nuovi, di cui oltre 50 provenienti dai cinque continenti.

Il Presepe Siciliano

In Sicilia l’arte presepiale pur risentendo degli influssi della scuola napoletana, specialmente per quanto riguarda l’ambientazione – riproduzione di scene di vita quotidiana in paesi e con personaggi isolani – e talvolta la tecnica – manichini in legno e fil di ferro con vesti di stoffa -ha tuttavia diversi caratteri originali variabili a seconda delle provenienze geografiche. A Palermo e nel siracusano, dove l’apicultura è molto diffusa, fin dal ’600 si usa la cera per plasmare statuine di Gesù Bambino e  interi presepi. In quest’arte si distinguono i  “Bambinai” che operavano a Palermo nella zona della chiesa di San Domenico tra il ’600 e il ’700. Nell ’800 sono rinomati i “cerari” siracusani che producono presepi interi o Bambinelli dall’espressione gioiosa , nelle mani un agnellino, un fiore o un frutto  immersi in una moltitudine di di fiori di carta e lustrini colorati dentro teche di vetro (le scarabattole). A Caltagirone, città produttrice di ceramiche già dal ’500, i presepi sono realizzati in terracotta e rappresentano come cornice alla Natività, scene di vita contadina e pastorale Più in genere nell’intero territorio isolano ebbe grande diffusione a partire dal ’600, il presepe costruito con la tecnica usata nella produzione di statue d’altare: statuine in legno rivestite di stoffe immerse in un bagno di colla per renderle rigide dagli splendidi colori brillanti.

 Il Presepe Romano

 La prima testimonianza dell’arte presepiale a Roma, si ha con le statue di legno scolpite nel 1289 da Arnolfo Di Cambio  conservate nella cripta della Cappella Sistina della Basilica di Santa Maria Maggiore. Nel ’600 la nobiltà romana inizia ad esporre presepi negli ambienti dei propri palazzi, opere  in linea con lo stile barocco dell’epoca, commissionate ad artisti famosi come il Bernini del quale si ricorda un presepe realizzato per il Principe Barberini. Nell ’800  la realizzazione di presepi si diffonde a livello popolare grazie anche alla produzione a basso costo, con gli stampi di serie di statuine in terracotta modellate da artigiani figurinai. Nel presepe romano, il paesaggio agreste fa da sfondo alla grotta in sughero, sovrastata da un tripudio di angeli in volo sulle nuvole, una scena povera sia nella rappresentazione dei personaggi, pastori con le greggi e contadini al lavoro con i loro animali, sia nelle architetture, case modeste e locande di campagna tra resti di archi e acquedotti antichi. A partire dalla seconda metà del novecento, l’ambientazione cambia e vengono proposte zone caratteristiche della Roma sparita, demolite per far posto all’urbanizzazione di Roma capitale.

l Presepe Napoletano

A Napoli si ha notizia del presepe già nel 1025, in un documento che menziona la Chiesa di S. Maria del presepe. Nel secolo XV compaiono i primi “figurarum sculptores” che realizzano sacre rappresentazioni in chiese e cappelle napoletane – le più importanti sono quelle dei presepi di San Giovanni a CarbonaraSan Domenico Maggiore, Sant’Eligio e Santa Chiara.Statue lignee policrome a grandezza naturale colte in atteggiamenti ieratici di grandiosa religiosità, poste davanti ad un fondale dipinto.Durante il ’500 si intensifica  la costruzione dei presepi con figure di dimensioni sempre più ridotte fino a giungere alla realizzazione del primo presepe mobile a figure articolabili, allestito dai padri Scolopi nel 1627. Il secolo d’oro del presepio a Napoli è il ’700 durante il Regno di Carlo III di Borbone. Cambiano le tecniche di realizzazione del “pastore” - il personaggio presepiale – si sostituisce la statua scolpita, con manichini con un’anima di fil di ferro, arti in legno e teste di terracotta ricavate da piccoli stampi, che potevano essere articolati rappresentando il personaggio nell’atto in cui veniva colto, dando l’impressione del movimento. Il “figurinaio” diviene una professione, che coinvolge anche le donne di casa dedite  al taglio e cucito delle vesti.La grotta, con gli Angeli che scendono dall’alto viene sostituita con le rovine di un tempio pagano; la scena della Natività è  quasi soffocata nello scenario circostante , nel  quale spicca il corteo dei magi reso più esotico dal seguito dei “mori” abbigliati con vesti orientali. Aumenta il numero dei personaggi contadini, pastori, pescatori, artigiani, mendicanti.

 Sale del Bramante

Piazza del Popolo 1, Roma

Biglietto d’ingresso:

Intero € 7.50

Over 65 € 6.50

Bambini (4-10 anni) € 5.50

Gruppi (minimo 25 persone) con prenotazione obbligatoria € 5.50

Istituti scolastici (minimo 25 alunni) con prenotazione obbligatoria € 4.50

Fino al 24 dicembre (sabato e festivi esclusi) abbonati metrebus card € 6,00 adulti ed € 4,50 bambini

La mostra è aperta ininterrottamente dalle 9.30 alle 20.00

068542355,

fax 06 85344085

I 100 Presepi a Piazza del Popolo, 7.0 out of 10 based on 3 ratings

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